Noam Chomsky

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NOAM CHOMSKY (nato nel 1928)
Statunitense di origine russa, cultore della filosofia del linguaggio, Chomsky si muove in un ambito di pensiero già di tipo post-strutturalista. Rimprovera allo strutturalismo di essersi confinato a descrivere la lingua senza però essere riuscito a spiegarla, a mostrarne il funzionamento nonché la capacità creativa di ogni parlante. La linguistica deve invece partire dall'analisi delle capacità linguistiche del soggetto, trovare le regole su cui si basa la genesi delle frasi e non limitarsi a classificare gli elementi strutturali della lingua.
Espone una teoria secondo cui la lingua è formata da frasi nucleari, chiamate "struttura profonda", e da frasi complesse, chiamate "struttura superficiale". Queste ultime sono derivabili dalle prime attraverso una serie di "trasformazioni" di tipo logico-matematico. Da ciò l'idea e la teoria di una grammatica generativa trasformazionale, in grado di spiegare la generazione delle frasi complesse di una lingua mediante la loro trasformazioni in frasi nucleari non ambigue. Ad esempio, la frase complessa "Dio invisibile ha creato il mondo visibile" è una struttura superficiale trasformabile nelle tre seguenti strutture profonde o frasi nucleari: 1) "Dio ha creato il mondo", proposizione principale; 2) "Dio è invisibile"; 3) "il mondo è visibile", ove la seconda e la terza sono proposizioni incidentali alla principale.
Distingue inoltre tra competenza, che è l'insieme delle regole e delle strutture linguistiche possedute dal soggetto, ed esecuzione (performance), che è la realizzazione della competenza posseduta, cioè l'uso effettivo della lingua in situazioni concrete. Tale distinzione ricorda quella di De Saussure tra lingua e parola, con la differenza però che Chomsky evidenzia in grado massimo la creatività del linguaggio, considerato come un meccanismo che, partendo da un numero infinito di elementi a disposizione, è capace di produrre un numero infinito di frasi: l'individuo parlante (non solo l'adulto ma anche il bambino) ha la possibilità di generare un numero illimitato di frasi, pur mai udite o lette. Critica per contro il comportamentismo, per la pretesa di spiegare l'apprendimento e l'uso del linguaggio in base allo schema stimolo/risposta ed ai processi di adattamento e ripetizione.
La valorizzazione del carattere creativo del linguaggio si accompagna ad una delle tesi più note e discusse della sua linguistica generativo-trasformazionale, ossia la tesi, cartesiana, dell'esistenza nell'uomo di strutture linguistiche innate e universali, o quantomeno la tesi che una quantità estesa di conoscenze e regole linguistiche è presente in noi sin da tenera età come eredità linguistica trasmessa dal patrimonio della specie. Un bambino è capace di parlare per costituzione genetica; l'ambiente non fa altro che suscitare queste sue capacità innate. Il contenuto di queste disposizioni innate è identificato in quegli "universali linguistici" la cui scoperta è compito della grammatica universale. Se l’assunto innatistico allontana Chomsky dall'empirismo e dal comportamentismo, esso d'altro canto lo avvicina al razionalismo classico e alla tradizione linguistica che Chomsky chiama, appunto, "cartesiana".



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